Win rate e rapporto rischio-rendimento: i conti tornano?

Il win rate descrive la quota di operazioni profittevoli in un campione. Da solo non dice nulla sulla dimensione dei guadagni e delle perdite. Una registrazione utile richiede tutte e tre le quantità, misurate dopo i costi.
Due risultati ipotetici
Il campione A contiene 70 operazioni vincenti con guadagno medio di 20 dollari e 30 perdenti con perdita media di 60. I guadagni sono 1.400 dollari e le perdite 1.800. Il risultato è una perdita di 400, nonostante un win rate del 70%.
Il campione B contiene 40 vincite da 60 dollari medi e 60 perdite da 20. Guadagni di 2.400 e perdite di 1.200 producono un utile di 1.200 con un win rate del 40%. Sono numeri inventati per mostrare l’aritmetica, non una previsione.
Il risultato atteso per operazione si può stimare moltiplicando la quota di vincite osservata per il guadagno medio e sottraendo la quota di perdite per la perdita media. Se le medie sono già nette, non sottrarre i costi due volte.
Gli obiettivi non sono medie realizzate
Un obiettivo previsto di 3 dollari con perdita prevista di 1 dà un rapporto prospettico di tre a uno. Non dimostra che le operazioni reali produrranno quelle medie. Uscite parziali, gap, esecuzioni mancate e chiusure anticipate cambiano il risultato.
Una revisione delle operazioni coerente tiene valori previsti e realizzati in colonne separate. Altrimenti il piano attraente finisce per sostituire il risultato meno attraente.
Contano anche campione e condizioni del mercato. Dieci operazioni possono dare una stima instabile; centinaia concentrate in un periodo favorevole possono comunque descrivere male un periodo diverso. Conserva le date e registra ogni operazione, comprese quelle che preferiresti dimenticare.
| Campione | Win rate | Guadagni | Perdite | Risultato netto |
|---|---|---|---|---|
| A | 70% | 1.400 $ | 1.800 $ | −400 $ |
| B | 40% | 2.400 $ | 1.200 $ | 1.200 $ |